Il film delle qualificazioni - Parte 1 - nov 8, 17:25 - Pennywise80

In questa nuova rubrica ripercorreremo il cammino che ha portato gli azzurrini a disputare il mondiale peruviano.
Ogni settimana rivivremo le emozioni di due partite del girone di qualificazione.
In questa prima parte riesamineremo l’esordio contro l’Angola e il primo flop contro il Kazakistan.

Italia-Angola

L’Italia Under 20 inizia la sua avventura, sotto la guida di Pennywise80 e Mulziades, il 3 agosto in casa (al SantiaGiò Bernabeu per la precisione) contro i pari età dell’Angola.
Per l’esordio lo staff è ben deciso a dare spettacolo e vara un 343 tutti avanti, con Zucca in porta, Benini e Sarri difensori col compito di far iniziare l’azione, Platania terzino con licenza di sganciarsi e affondare sulla fascia destra, sovrapponendosi a Carbone che da lì si accentrava per aiutare Giossi e Parente a costruire gioco; sulla fascia opposta invece Gavanelli era libero di sfoggiare le proprie doti di spinta. Davanti un tridente composto, da sinistra a destra, da Piccirillo, Letizia e Panzieri (quest’ultimo col compito di allargarsi sulla fascia).
Dunque la strategia dell’Italia è quella di giocare con una linea difensiva molto alta, facendo molto possesso di palla e attaccare forte su tutti i fronti.
L’Angola invece punta a coprirsi e si schiera in campo con un 451 abbastanza accorto, ma che non disdegna di pungere sulle fasce, grazie soprattutto a Balsa e Coura che agiscono da ali offensive.

Passa poco meno di un quarto d’ora e l’Italia passa a condurre, grazie a Letizia che fugge da solo sulla destra e non sbaglia a tu per tu con Paranhos.
Ma la partita nel primo tempo si dimostra più complicata del previsto.
Al 23° infatti gli ospiti pareggiano, con Clérigo che corregge in rete un cross dalla sinistra. Successivamente l’Italia preme insistentemente, ma gli africani si dimostrano sempre attenti.

Nel secondo tempo però la musica cambia. Gli azzurrini tornano in campo determinati e mettono presto alle corde gli avversari.
Inizia Panzieri che affonda sulla destra, in un’azione fotocopia a quella dell’1-0. Subito dopo è Parente a mettere in ghiaccio la vittoria, finalizzando al meglio un’azione corale sviluppatasi a sinistra.
Successivamente l’Italia dilaga con i gol di Giossi, Panzieri e Platania.
Un rotondo 6-1 che appare di buon auspicio per il proseguio del girone.

Italia – Kazakistan

Secondo impegno degli azzurrini, che stavolta ospitano il Kazakistan in un nuovo impianto, il www.bareddu.it dell’amico laidon.
Ancora una volta la squadra scende in campo con un’impronta offensiva piuttosto marcata: confermato in blocco il pacchetto arretrato che aveva giocato contro l’Angola, il CT sceglie un trio di centrocampo composto da Giossi e Parente con propensioni offensive e Gildenmeister a supporto. Da destra Carbone era pronto ad accentrarsi per dar loro una mano, mentre a sinistra Girardi era deputato a spingere. Nicoletta e Panzieri, entrambi con licenza di allargarsi sulla fascia di competenza, componevano il reparto d’attacco.
Ma il Kazakistan sorprende gli azzurrini rinunciando totalmente al centrocampo per concentrarsi sulla fase difensiva e sorprendere poi la retroguardia italiana con rapidi capovolgimenti di fronte.

Eppure l’Italia parte bene e dopo 21 minuti è già sul 2-0: dopo la prima occasione sprecata da Panzieri, che aveva preso in controtempo i centrali kazaki, è lo stesso bomber 19enne a siglare l’1-0 al 17° con un affondo sulla destra; il raddoppio invece è opera del giovane Sarri, che mostra sin dalle prime partite la sua grande personalità, saltando l’avversario diretto, convergendo dalla sinistra e battendo Batyruly con un’imprendibile rasoiata che s’insacca sul primo palo.
A questo punto però gli azzurri commettono un errore di superbia, pensando di aver già chiuso la gara e decidendo quindi di arretrare il proprio baricentro. Ma la difesa dell’Italia è più brava a offendere che a difendere e dà prova di questo suo difetto quando, pochi minuti dopo, non è capace di contrastare una ripartenza dei kazaki che si sviluppa sul fronte sinistro: Tartak è bravissimo ad approfittare della situazione e scavalca Zucca con un morbido pallonetto. Siamo alla mezz’ora e la partita è riaperta.
Passano pochi minuti ed è pareggio: è lo stesso Tartak, autore del primo gol, a trasformarsi stavolta in assist-man, andando al cross dal fondo e trovando Pekhov sotto porta. E’ un gioco per quest’ultimo stoppare il pallone e girarlo alle spalle del portiere.
Quando si va al riposo la faccia del CT Penny è decisamente scura.

Nonostante la strigliata del coach, al rientro in campo la difesa azzurra torna a sbandare paurosamente: presa nuovamente in contropiede attorno alla mezz’ora della ripresa, è graziata dall’imprecisione di Roslik.
Lo spavento scuote l’Italia che si rende pericolosa nel finale di partita. Nicoletta viene servito, smarcatissimo sulla destra, ma non riesce a superare l’attento Batyruly e quindi spreca l’azione del possibile vantaggio azzurro.
E’ l’ultima emozione dell’incontro, che si chiude in beffa per l’Italia quando Benini deve lasciare il campo per una contrattura, lasciando spazio all’esordiente Statti.

Due punti persi che fanno male e in conference comincia a serpeggiare qualche malumore, ma la maggior parte degli utenti conferma la fiducia nel CT, confidando nel fatto che saprà riprendersi: questo si rivelerà decisivo nel proseguio del girone, perchè dalle partite successive la musica cambierà…


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