Le partite contro Nord Irlanda e India rappresentano le partite della svolta.
L’Italia, che nel frattempo ha ritrovato la seconda piazza, è chiamata a cambiare marcia ed tentare il primo importante allungo sulle inseguitrici.
Irlanda del Nord – Italia
Il 31 agosto l’Italia è obbligata a dare la sua prima prova di forza, contro quell’Irlanda del Nord che, grazie alla vittoria sull’India, si proponeva come la principale rivale alla seconda piazza del girone, che significherebbe qualificazione. Grazie alla precedente sconfitta degli irlandesi in Lettonia l’Italia è davanti in classifica di un punto e va in terra d’Irlanda in netto vantaggio anche di team spirit.
Gli irlandesi, aspettandosi un assalto all’arma bianca degli azzurri, giocano esattamente nella maniera auspicata dallo staff tecnico italiano: centrocampo rinforzato il più possibile, attacco scadente e concentrato solo su un’unica zona (il centro), difesa non impenetrabile.
L’Italia invece sorprende gli avversari ricorrendo a un catenaccio e contropiede d’altri tempi: una linea di cinque uomini, Caluri, Lorusso, Statti, Balsamo e Gennari, a protezione del portierone Tricarico; Platania e Girardi aggrediscono gli avversari sui corridoi laterali, mentre Nicoletta e Piccirillo danno loro manforte allargandosi sulle fasce. Al centro del campo fa il suo esordio un ragazzino timido e anche un pò gracile, ma che nasconde un prezioso segreto: si tratta di Alessandro Omoforte, 19enne dal piede fatato, scelto dal CT per sfruttarne l’abilità nei calci piazzati, agendo da vera e propria arma tattica.
Basta aspettare solo pochi minuti per vedere gli azzurri sfruttare il loro micidiale contropiede: al 12esimo infatti, dopo aver stoppato un attacco avversario, la ripartenza italiana è micidiale e viene finalizzata da Girardi, che ricevendo un lancio lungo sulla sinistra converge verso l’area e trafigge McDowell con una rasoiata a fil di palo.
Alla mezz’ora un altro contropiede da manuale libera Nicoletta tutto solo sulla tre quarti irlandese, ma l’attaccante dimostra di non aver ancora recuperato il feeling con la rete e fallisce un facile raddoppio.
Nonostante il pallino del gioco sia sempre in mano ai verdi d’Irlanda, il primo tempo sembra un monologo azzurro: al 40esimo si mette in luce Omoforte, che dipinge una traiettoria velenosa su calcio d’angolo che raggiunge Platania, la cui incornata però viene ribattuta dal portiere; ma sulla respinta si avventa come un falco ancora Girardi che piazza il tap-in vincente.
Gli irlandesi sembrano storditi, però riescono a trovare subito dopo la via del gol grazie a un’iniziativa personale di Barker, che con la sua tecnica sopraffina irride il macchinoso Statti e accorcia.
41esimo, 1-2 e palla al centro.
L’Irlanda sembra galvanizzata e si rifà sotto, ma non riuscendo a superare la difesa, cerca il pareggio su calcio piazzato: ma sul tiro fiacco di Whenham il nostro Tricarico si fa trovare attento.
Un primo tempo di certo non avaro di emozioni si conclude sull’1-2.
Il secondo tempo è giocato a ritmi decisamente più bassi.
Il primo sussulto infatti si ha solo al 69esimo ed è un altro calcio di punizione per l’Irlanda, ancora una volta disinnescato da Tricarico.
Poi Omoforte, forse infastidito dai risolini degli avversari che gli passano accanto guardandolo con superiorità, perde le staffe e nel giro di 7 minuti si becca due cartellini gialli: il premio è una doccia anticipata (peccato, ancora uno e sarebbe arrivato il tostapane :P ).
Non succede più nulla, gli azzurri, grazie a una difesa stellare, escono dalla Spanish Armada Arena sorridenti, vittoriosi e con 4 punti di vantaggio dalla diretta inseguitrice.
Italia – India
Dopo aver espugnato l’Irlanda, gli azzurrini tornano in Italia e affrontano, sotto una pioggia scrosciante, i pari età dell’India.
Ancora una volta i CT scelgono di puntare forte sulla difesa, ma stavolta la accompagnano a un centrocampo di tutto rispetto: la formazione scelta è un 352 con Tricarico, decisivo contro l’Irlanda, a difendere la nostra porta, Balsamo e Statti a presidiare il centro della difesa e Gennari a coprire la difesa sinistra; la destra viene lasciata un pò scoperta. A centrocampo la cintura centrale è formata da Arena, Caselini e Giossi, con Carbone e Sarri a dar manforte partendo dai lati e accentrandosi. Al contrario, le punte Piccirillo e Panzieri si allargano sulle fasce, per creare un attacco equilibrato (anche se non esattamente devastante) su tre lati.
L’India invece non si presenta, come ci si attendeva, con una formazione tutta votata all’attacco, ma con un 442 molto strano, una sorta di ibrido tra moduli diversi, che non si rivelerà troppo efficace.
L’Italia, che aveva pure scelto di pressare gli avversari a tutto campo, parte a spron battuto grazie ala superiorità a centrocampo.
E’ Balsamo il primo a tentare di far breccia al centro, ma lì la retroguardia indiana è attenta e chiude bene gli spazi.
Studiati gli avversari, gli azzurrini capiscono che le uniche speranze di passare si hanno sulla destra, in quanto lì la difesa dirimpettaia sembra più perforabile. E così la manovra si sviluppa su quel fronte e Giossi viene servito con un cross preciso, ma il tiro al volo finisce a lato di poco.
Prima dell’intervallo Sarri riprova a segnare dal centro, riesce a superare i difensori con un bel movimento ma poi spreca tutto con una conclusione imprecisa che si spegna sul fondo. Mani tra i capelli per lui e la prima frazione si chiude qui.
Nello spogliatoio azzurro, all’intervallo, serpeggiano malumore e preoccupazione, perchè la formazione scelta non sembra adatta a sfondare e la fascia di difesa scoperta è quella sbagliata.
Ci pensa Arena, 2 minuti dopo il rientro in campo, a mettere a tacere le malelingue con un’azione proprio sula destra, conclusa a rete. Passano altri 9 minuti e l’Italia chiude i conti: Panzieri affonda ancora sulla destra, dopo aver superato lo svagato Ball, e conclude con una spingardata sulla quale Joshi non può nulla.
Ancora Panzieri potrebbe incrementare ulteriormente il vantaggio azzurro, ma stavolta Joshi non si lascia sorprendere e vola a disinnescare il tiro del Panzer.
Non succede più nulla e l’Italia, pur non brillando, conquista altri tre fondamentali punti e si prepara ad affrontare la Lettonia, nella resa dei conti per la leadership del girone.
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