Il film delle qualificazioni - Parte 4 - nov 29, 13:00 - Pennywise80

Italia – Lettonia e Angola – Italia, la resa dei conti e la grande scommessa: due partite e le prospettive degli azzurrini cambiano completamente.

Italia – Lettonia

La partita che avrebbe dovuto assegnare la supremazia del girone 14 delle quaificazioni al mondiale peruviano inizia con un giallo: alle 19.00 inizia la partita, ma le formazioni, sia in questa che nelle altre partite delle qualificazioni, non sono quelle che i CT avevano impostato prima della deadline. Il mistero è presto svelato: qualcuno, ai piani alti, ha messo le mani nel motore di gioco e causato una serie di bug, poi corretti in tarda serata.

E’ così che la vera partita tra Italia e Lettonia si svolge in piena notte, davanti a un pubblico scarso per via dell’orario.
L’Italia, dopo due partite di barricate in difesa, torna al primo amore, un atteggiamento sfrontato e arrembante, tutto votato all’attacco: per niente irretito da un tentato bluff del CT lettone, che nel pomeriggio aveva convocato un difensore e un portiere, facendo supporre di giocare contropiede, lo staff tecnico azzurro vara un 343 TA a trazione anteriore.
Tricarico a proteggere i pali, Casalini e Sarri a costituire la linea difensiva, ma pronti a impostare le azioni; alla loro destra Girardi è pronto a fare da propulsore alle azioni azzurre sulla fascia; la manovra fluisce dai piedi, ottimi, di Giossi, Arena e il baby fenomeno Parente, coadiuvati da Carbone che parte da destra; in avanti, il tridente atomico Piccirillo-Panzieri-Letizia.
La tattica scelta è quella di tentare di sfondare al centro.

La Lettonia invece punta tutto sul centrocampo e un attacco laterale: infatti lo schieramento scelto da scrollock per la partita
è un 352 TA, con due difensori offensivi, quattro centrocampisti centrali, un attaccante difensivo e un “eurostar” sulla sinistra, dove agiscono in contemporanea un terzino e un’ala offensivi più un attaccante esterno.
Tutto questo però è inutile perchè, valori in campo alla mano, il pallino del gioco è saldamente in mano all’Italia.
Infatti il primo gol della partita arriva presto, all’ottavo minuto, grazie a un’incursione dalla destra di Piccirillo.
Altri 8 minuti e l’Italia raddoppia grazie a Panzieri, che con un gran tiro al volo finalizza al meglio un cross proveniente da destra, lasciando V?rlis di sasso. La Lettonia sembra accusare il colpo, andando in confusione per qualche minuto.
Tutto finito? Macchè!
Al 26° arriva il gol che riapre la partita, ad opera di Vai?ulis che penetra al centro della difesa azzurra e supera Tricarico.
Il primo tempo si chiude senza ulteriori scossoni, ma all’intervallo la percentuale di possesso di palla è tutta a favore dell’Italia: un buon segno in vista della ripresa.

Ripresa che inizia tra qualche sbadiglio di troppo, ma al 74° arriva il gol che fa pendere a bilancia definitivamente dalla parte dell’Italia: l’autore della rete è Letizia, che pochi minuti dopo s’infortunerà e a causa di questo e di una serie di circostanze sfortunate vedrà terminare prematuramente la propria carriera in azzurro.
Pochi minuti dopo, al 78°, Casalini serve il poker che mette al sicuro il risultato.
Risultato che verrà fissato definitivamente sul 4-2 sempre da Vai?ulis, che firma una bella quanto inutile doppietta.

L’importanza di questa vittoria azzurra è fondamentale, perchè determina uno spostamento degli equilibri del girone: sopravanzando i lettoni infatti gli azzurri indossano i panni della lepre, andando in fuga solitaria in testa al gruppo; la Lettonia invece diventa la squadra su cui le inseguitrici, Irlanda su tutte, possono fare la corsa per conquistare il secondo posto del girone.
Tutto ciò chiaramente metterà l’Italia in una posizione di vantaggio e darà allo staff l’opportunità di prendersi un rischio che però potrebbe rivelarsi fondamentale per il futuro.

Angola – Italia

Poco prima della partita contro l’Angola, viene giocata la grande scommessa: via gran parte dei 20enni in rosa, sacrificando anche tutto il team spirit accumulato sino ad allora, e dentro un’infornata di 19enni cui far fare esperienza in vista del mondiale.
Lasciano la rosa azzurra in sette, Arena, Casalini, Nicoletta, Benini, Balsamo e Scialotti, più Letizia infortunato lungodegente, per far largo ai sei volti nuovi, De Leonardis, Pinna, D’Odorico, Maffoni, Guillermo e Arce.
Tutti questi fanno il loro esordio già contro gli africani, andando ad affiancare i quattro “veterani” Lorusso, Sarri, Parente e Gavanelli, in un 352 che coniuga copertura difensiva e pericolosità offensiva assieme, senza trascurare il centrocampo che garantisce agli azzurri il possesso necessario per imporre il proprio gioco.
Gli angolani oppongono uno strampalato 361, che li porta molto presto in confusione e a poco serve il pressing con cui tentano di arginare le manovre azzurre.

Infatti l’Italia parte a spron battuto e prima della mezz’ora va vicina al vantaggio, con il palo colto da Maffoni dopo aver raccolto il preciso invito di Gavanelli, che aveva fulminato in velocità il diretto avversario; questo però era solo il preludio al vantaggio, che matura al 26° grazie a un Platania straripante che s’incunea tra le maglie della difesa centrale dei padroni di casa, lenta nel far scattare la trappola del fuorigioco, e fredda Godinho con un rasoterra preciso.
La stessa ala azzurra firma il raddoppio 43° e subito dopo arriva pure il 3-0, per merito di uno dei tanti esordienti, Guglielmo D’Odorico.

Durante l’intervallo le sottili pareti degli spogliatoi dello “Estadio Nacional de Luanda” non coprono le urla dell’allenatore angolano, che striglia i suoi con foga sorprendente per rinfrescar loro gli schemi di gioco. Ma è tutto inutile, perchè al rientro l’Italia si conferma un fiume in piena: è sempre il tarantolato D’Odorico che al 61° impallina per la quarta volta Godinho.
Dopo questo gol l’Italia rallenta il ritmo, ma non questo non le impedisce di chiudere i giochi con punteggio tennistico: prima Maffoni firma il 5-0 (bagnando anche il suo esordio con una marcatura), poi Platania firma la sua prima tripletta in azzurro, agganciando un pallone al centro dell’area dell’Angola e sfoderando un tiro sporco sul quale però la risposta del portiere lascia molto a desiderare.

La partita si conclude con un 6-0 che dà molta fiducia a questa giovane Italia, che può guardare al futuro con rinnovato ottimismo.
Ma sull’orizzonte dell’immediato futuro si staglia minacciosa la sagoma dell’unico rivale fino ad allora in grado di fermare questo gruppo meraviglioso: il Kazakistan.
Riusciranno i nostri ragazzi a evitare il secondo trappolone degli amici di Borat? :)
Stay tuned!


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