Il film delle qualificazioni - Parte 5 - dic 6, 14:00 - Pennywise80

L’Italia alla prova del nove: in Kazakistan per evitare l’ultimo difficile ostacolo prima degli scontri diretti.
Poi si torna in Italia, per sperimentare nuove soluzioni contro la matricola Ghana.

Kazakistan – Italia

La situazione di classifica, dopo le vittorie con Lettonia e Angola, è favorevole agli azzurri. Primi con 2 punti sui lettoni e 4 sugli irlandesi, sarebbe stato fondamentale mantenere questi distacchi sino allo scontro diretto tra le due inseguitrici, per costringerle a una partita da dentro o fuori che avrebbe escluso dai giochi una delle due.
In questo contesto, l’ostacolo maggiore per gli azzurri era rappresentato dalla partita in Kazakistan, per tanti fattori: l’indubbio indebolimento dell’organico, conseguenza del ricambio generazionale necessario a far fare esperienza ai 19enni; un TS inferiore agli avversari, dovuto alle tante sconvocazioni fatte per lo stesso motivo; il fattore campo favorevole agli avversari; la necessità/volontà di piccare comunque; ultimo, ma non ultimo, lo spettro del pareggio con cui il Kazakistan (squadra per altro di una certa consistenza) aveva complicato i piani della nostra under.

Per tutti questi motivi la partita coi kazaki è stata preparata con estrema cura e con tutte le attenzioni necessarie da parte dello staff.
Dopo uno studio dettagliato degli avversari, le scelte fatte sono state molto particolari: difesa molto coperta sulle fasce (dove erano previsti i maggiori pericoli), centrocampo folto con un’ala pronta a colpire, Omoforte in avanti (sullo stesso lato dell’ala) per sfruttare le palle inattive, sia con pericolose conclusioni su punizione, sia per innescare la nostra batteria di saltatori sui calci d’angolo, un contropiede per poter accrescere le nostre chances di far male agli avversari anche in condizioni di inferiorità a centrocampo.

Dunque la formazione, schierata secondo un 451, prevedeva Tricarico in porta, Gennari e Lorusso terzini bloccati a presidiare le fasce, con Lorusso e Statti ad allargarsi dal centro per raddoppiare sugli avversari; centrocampo sostenuto da Carbone (con propensione offensiva), Giossi e Sarri (con compiti di copertura), ai quali era stato affiancato Parente, che però si era preferito lasciare sulla fascia per sfruttare eventuali cross dell’ala offensiva Girardi, deputata a far terra bruciata sulla fascia opposta; in avanti Omoforte, col compito di allargarsi sul fronte destro per favorire gli inserimenti di Girardi. Ben 6 i saltatori in campo.

Una formazione del genere era adatta ad affrontare svariati assetti dei padroni di casa, anche quelli che avrebbero puntato forte sul centrocampo. Ma invece di sfruttare tutti i fattori a loro favore, i kazaki si presentano nella peggiore delle formazioni possibili: memori del catenaccio e contropiede con cui avevano strappato il pareggio in Italia, provano a fare il bis schierando una formazione praticamente identica. Mal gliene incoglie stavolta, perchè in questa occasione gli azzurri avevano ugualmente tutto il possesso, ma una difesa imperforabile e un attacco capace, su almeno un fronte, di far breccia nella loro difesa.
E’ proprio questo che succede al 19esimo, quando Parente, dopo aver incrociato con Girardi, sfonda la difesa sulla destra e supera Batyruly con un diagonale velenoso.
L’Italia a questo punto si mette a giocare come il gatto col topo, abbassando il ritmo e aspettando il momento giusto per colpire; d’altro canto, le spalle erano coperte da una difesa arcigna, che ben contrasta, alla mezz’ora, la prima ripartenza dei kazaki.
Passano solo pochi minuti e arriva il raddoppio azzurro, grazie a una punizione d’astuzia di Omoforte, che sfrutta un attimo di distrazione del portiere avversario, un pò troppo fuori dai pali, per infilarlo con una palombella che per lui significa primo gol in maglia azzurra. Festeggiatissimo dai compagni, Alex inizia così a entrare nei cuori dei tifosi, di cui in breve tempo diventerà uno dei beniamini.

Il secondo tempo inizia con ritmi soporiferi, ma dopo una ventina di minuti il Kazakistan ci prova per ben due volte, con due punizioni fotocopia, conseguenza di falli tattici a fermare pericolose ripartenze. Entrambe le conclusioni di Praslov sono addomesticate senza troppi patemi da Tricarico.
Al 77esimo l’Italia chiude i conti: Girardi si presenta in area e gira in rete al volo un gran cross da destra. 3-0 e tutti a casa, gli spettri kazaki non tormenteranno più i sogni degli azzurrini.

Italia – Ghana

Gli azzurrini dopo la vittoria in Kazakistan sono più tranquilli e possono amministrare con calma il vantaggio, nei due impegni non proibitivi contro Ghana e Kenya.
Per questo motivo si sceglie di continuare nell’opera di inserimento dei 19enni prima delle partite con gi africani. Sono tre, stavolta, i 20enni che lasciano il giro: il difensore Gennari, l’ala Girardi e la punta Piccirillo. Al loro posto torna Gildenmeister, accompagnato da un altro regista, Morabito.

La partita col Ghana, squadra ancora troppo acerba per creare grattacapi agli azzurri, è così anche un’occasione per sperimentare tatticamente: lo staff tecnico vara un inedito 532 tutti avanti, con le due new entries ad agire da registri arretrati sulla linea dei difensori, protetti da Caluri; ai loro lati Platania e Gavanelli a fungere da propulsori sulle fasce, partendo da lontano; sulla mediana Pinna e Sarri a creare gioco, affiancati da D’Odorico nella doppia veste di regista e ala aggiunta; davanti la coppia terribile Maffoni-Guillermo.

Il Ghana stavolta si presenta in campo in maniera più accorda, con un 352 il più possibile coperto al centro.
Tutto questo però non basta e la partita è senza storia, come quella di andata. Nel giro di 10 minuti infatti l’Italia si porta subito sul 2-0, ad opera di Morabito, in gol al debutto, che sfrutta un errore nell’applicazione del fuorigioco da parte della retroguardia ospite, e Guillermo, che corona una fuga con la sinistra con una botta violenta che piega le mani a Boafo.
Il primo tempo poi però si trascina stancamente, senza particolari scossoni, sino all’intervallo.

Nella ripresa l’Italia dilaga e va a segno altre cinque volte, due con Maffoni, una con Guillermo (doppietta anche per lui), una con Pinna e infine con Caluri.
Il 7-0 finale rispecchia alla perfezione i valori in campo e lascia inalterata la situazione in testa al girone.
Alla vigilia di Nord Irlanda – Lettonia, la tavola è apparecchiata per i fuochi d’artificio finali.


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