Panama ci fa sudare e si risolve solo grazie a un gol su SE…
In trasferta a Panama l’Italia gioca concentrando gli sforzi sia difensivi che offensivi sul corridoio centrale e lasciando le fasce completamente scoperte, con un cosiddetto “343 AIM soluzione di ogni problema”. La scelta dei 4 centrocampisti centrali anziché 3 + ala TM è forse quella destinata maggiormente a far discutere dal momento che come è noto molti autorevoli giocatori sostengono che l’incomprensibilità dello schieramento vada ad influenzare la fiducia e le possibilità di realizzazione.
Si sa che la partita non è più scontata e così si rivedono finalmente le stelle a centrocampo: si tratta di Lipari e Monaco, che accompagnano Sardelas e Fanelli; dietro c’è un debilitato Tomaselli offensivo insieme ad Arosio e Ardoino a far muro davanti a Menegazzi, mentre il fronte d’attacco è rappresentato dal solito tridente Bonini – Massari – Matsas.
Panama risponde con un 451 TI pressing in grado di superarci a centrocampo e di reggere in difesa, ed infatti neppure un’azione degli azzurri riesce ad andare a segno. I limiti tecnici del CT di Panama sono palesati dallo schieramento in campo di tutti e sei i centrocampisti convocati, scelta che lascia la panchina completamente scoperta e così, quando dopo soli 11 minuti si infortuna un centrocampista centrale, è un difensore a prendere il suo posto, con le ovvie conseguenze sul possesso. Il fatto non è comunque determinante dal momento che in tutta la partita nessuna palla pericolosa va a finire nella zona centrale dell’attacco, dove l’Italia sfodera un notevolissimo divino (molto alto), che credo non fosse più stato raggiunto in quella zona dai tempi dei Polli. Anzi, l’unica azione in cronaca è un tentativo dalla destra di Arosio che quasi sfonda con attacco buono su difesa magica. Comunque, al 52’ Sardelas trova l’incornata giusta su corner pennellato di Tomaselli, e i tre punti tornano a casa con gli azzurri, al termine di una partita in cui Panama ha dimostrato di essere una formazione assolutamente valida, ma nella quale possiamo tranquillamente dire che l’Italia avrebbe meritato molto di più.
Poco importa, teniamo in caldo la fortuna per quando ne avremo veramente bisogno.
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