Siamo giunti alla fine del nostro viaggio tra le emozioni delle qualificazioni: gli ultimi due atti del girone vedono l’Italia contrapposta a India e Lettonia, per conquistare la supremazia del girone.
India – Italia
E’ un’India vogliosa di riscatto, senza nulla da perdere e con tanta voglia di fare uno sgambetto alla capolista, dopo averlo fatto alla Lettonia, quella che attende l’Italia alla Bayern Munich Arena nella penultima giornata delle qualificazioni.
Gli asiatici si presentano nella migliore formazione, pronti a giocare la partita della stagione, mentre l’Italia ha la necessità di schierare i giovani che dovranno in seguito disputare il mondiale peruviano e giocare una partita rilassata per tenere alto lo spirito di squadra.
Le condizioni dunque non sono delle più semplici, quindi lo staff si trova costretto a scommettere su quale sarà l’effettivo atteggiamento tattico degli avversari.
Supponendo di trovarsi davanti una formazione estremamente spregiudicata, gli azzurri scendono in campo con un 352 molto attento alla fase difensiva: davanti ad Arce si schierano infatti Statti e Moneta ai lati e Caluri al centro; a centrocampo Morabito e Sarri, coadiuvati da Pinna, coprono e impostano; D’Odorico dà loro una mano partendo da una posizione decentrata, mentre l’esordiente Haverbusch agisce tra le di centrocampo e attacco; tutta la fase offensiva poggia su due soli giocatori, Oggioni che concentrerà i suoi affondi sulla fascia sinistra e Guillermo a presidiare il centro.
La tattica adottata è il pressing.
La formazione scelta dal CT dell’India conferma le aspettative azzurre, giacchè i padroni di casa si presentano con un 352 molto sbilanciato in avanti e sulle fasce in particolare.
La partita si presenta da subito molto combattuta, complice anche una pioggia battente che rende quasi epici i toni dello scontro.
Dopo aver interrotto alcune azioni avversarie, sono gli azzurri i primi a colpire, con Oggioni che segna dalla sinistra al 16esimo.
Passano altri 16 minuti e l’Italia raddoppia col capitano Sarri, che viene pescato liberissimo da un lancio proveniente dalle retrovie, s’invola indisturbato verso la porta di Joshi, lo mette a sedere e deposita in rete.
Tutto chiuso? Macchè!
Dopo pochissimi minuti infatti è Marsh a riaccendere le speranze dell’India e riaprire l’incontro. Le squadre vanno al riposo sul 2-1 e l’India è in leggero vantaggio in termini di possesso.
Al rientro dagli spogliatoi le squadre si studiano a fondo per mezz’ora, cercando l’una il punto debole dell’altra, finchè uno svarione della difesa indiana non rompe l’equilibrio, accendendo un finale pirotecnico: infatti Haverbusch è bravo a sfruttare quello svarione portando l’Italia sul 3-1. Potrebbe sembrare la fine della partita, ma non è così.
L’India ha infatti una veemente reazione d’orgoglio e in pochi minuti perviene al pareggio, con le segnature di Marsh (su cross di Ball) e Singhai.
L’India sembra inarrestabile a questo punto, ma Arce riesce a tenere gli azzurri in linea di galleggiamento, finchè all’87esimo non è Moneta che chiude i conti, finalizzando un’azione sulla sinistra e mandando in estasi lo sparuto manipolo di tifosi al seguito della compagine azzurra.
Questo 4-3 assicura all’Italia la vittoria matematica del girone e consolida anche il suo primato nel ranking mondiale.
Ma in Lettonia c‘è ancora in ballo l’orgoglio e gli azzurri hanno ancora tanta voglia di dare prove della loro forza…
Lettonia – Italia
Le qualificazioni azzurre si chiudono a NighYard, stadio lettone teatro del secondo confronto tra Lettonia e Italia. In ballo non c‘è nulla di concreto (qualificazione e posizione in classifica di entrambe le squadre è matematicamente decisa), ma le due rivali non si amano particolarmente e ci tengono a vincere.
La Lettonia non s’inventa nulla di particolare sul piano tattico, schierando un 352 con un regista arretrato sulla linea difensiva e con un attacco concentrato al centro e sulla fascia sinistra.
L’Italia invece si arrocca in difesa, scendendo in campo con un 451 virtualmente imperforabile, perchè a difendere la porta di Arce ci sta il quartetto formato da Moneta, Statti, Lorusso e Laudani, davanti a loro un centrocampo folto e grintoso formato da Sarri, Morabito, Parente Haverbusch e Pinna, mentre in avanti gioca il solo Omoforte.
Ancora una volta viene scelto il pressing come tattica di gioco.
L’idea tattica dell’italia è quella di assopire il gioco e mettere la museruola agli attacchi lettoni, riponendo tutte le speranze di segnare sono nel piedino fatato di Omoforte e nella folta batteria di saltatori a disposizione.
Il piano rischia di saltare però dopo pochi minuti per l’inesperienza di Haverbusch, che serve involontariamente Vitomskis tutto solo davanti ad Arce: ma il nostro portierone non si fa sorprendere e blocca.
Più tardi è l’Italia ad avere l’occasione buona per segnare in contropiede, con Omoforte, ma il giovane Antisportivo non ha l’istinto del predatore d’area e sparacchia malamente a lato.
Quando però si va all’intervallo con l’Italia in vantaggio nel possesso, un sorriso affiora sulle labbra del CT: la vittoria non è un’utopia.
Infatti nella ripresa il piano tattico pensato dallo staff si concretizza: al 67esimo infatti Statti svetta tra gli imbambolati difensori lettoni e corregge di testa in rete il velenosissimo calcio d’angolo di Omoforte. E’ l’1-0 che decide la partita, perchè la Lettonia non sarà più in grado di impensierire gli azzurri, che nel finale mettono anche in soggezione gli avversari grazie ad una maggiore esperienza.
L’Italia chiude così la sua stagione di qualificazione in testa al proprio gruppo e in testa al ranking mondiale.
In Perù la aspetteranno avversari nuovi (proprio i padroni di casa, ma anche Uruguay e Ucraina per iniziare) e una sfida ancora più difficile: una strada lunga e irta di insidie sino alla finale del 24 febbraio.
Si ricomincia da zero adesso, ma state pur sicuri che l’Italia lotterà col coltello tra i denti per assicurarsi un posto nell’olimpo di hattrick.
Stay tuned… 8-)
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