Un po’ inattesa arriva la doccia fredda della prima sconfitta della Nazionale contro il Sudafrica.
Si capisce subito che non è giornata, che marca male, che i padroni di casa hanno una marcia in più: il Sudafrica scende in campo con una formazione da combattimento, tunnel centrale con lati totalmente abbandonati a se stessi, due difensori centrali più uno offensivo, 4 centrocampisti centrali, tre attaccanti normali pronti a scardinare anche il più audace dei contropiedi. Il Sudafrica vanta giocatori di prim’ordine, come i polli “old style” di centrocampo e lo spaventoso attaccante Jabu Molotsi, l’Italia decisamente intimorita preferisce chiudersi il un 541 TI a cozza, preparandosi così ad affrontare l’assedio.
La proposta tattica dell’allenatore degli africani è la migliore possibile, con un centrocampo devastante e un attacco robusto: l’Italia senza attacco non ha nessuna speranza di perforare la non irresistibile linea difensiva, ci si affida a calci piazzati e special event, i pochi possibili peraltro vista l’assenza di ali e attaccanti. Mister manchris punta chiaramente allo 0-0, il tecnico avversario, che ha azzeccato tutte le contromosse, vuole i tre punti per continuare a correre verso la qualificazione.
Si parte e Mercadante fa immediatamente sfoggio del proprio carattere da serial killer spaccando un africano, ma sfortunatamente si tratta di un inutile difensore, e nulla cambia; il contropiede spontaneo sul quale si lancia a perdifiato il bravissimo Roberto Monaco termina com’era ovvio in un nulla di fatto, e si va negli spogliatoi dopo i primi 45’ con un nulla di fatto, un’azione pressata e il 45% di possesso palla.
Il secondo tempo è decisamente più movimentato: al 70’ la punta veloce Gary Cummings brucia Mercadante e il Sudafrica passa in vantaggio, ma 7 minuti dopo è il solito “Pippo Mio” Tomaselli a riportare il risultato in parità con una bordata terrificante. Pare finita qui, ma così non è: di nuovo Gary Cummings scende velocissimo sulla fascia e lancia in rete Jabu Molotsi, 2-1 all’87’. “Hannibal the Cannibal” Mercadante fa in tempo a mietere un’altra vittima stirando il superpollo Lizwelicha Manzini e il moribondo Peter Woodward si ritrova così in prima linea, mentre il rabbioso difensore si ritrova un cartellino rosso in fronte.
Che dire? Il risultato è a mio giudizio giusto, il Sudafrica ha meritato la vittoria anche se l’ha conseguita in maniera piuttosto fortunosa. Il fatto che ancora una volta una formazione “incomprensibile” non sia riuscita a concretizzare neppure un’azione incoraggia a pensare che il merito non sia solo dei nostri ottimi difensori ma che effettivamente possa essere il caso di evitare di schierare tali formazioni. Per quanto riguarda la qualificazione cambia poco o nulla visto il pareggio con la Bolivia da parte dell’Irlanda, che fu allo scorso mondiale grande rivelazione e non di meno ora è grande delusione in questo.
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