L’Italia vince e vince alla grande contro una delle nazioni fondatrici di hattrick dimostrando che non sono le medaglie a fare la differenza
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Questa è la Norvegia che si presentava venerdì di fronte all’Italia che ad una medaglia non ci è andata neanche vicina, pensate che il miglior risultato lo ottenne Sluice anni e anni fa (di quelli veri).
Un confronto quasi ingeneroso che rende la vittoria italiana quasi un trionfo, ma attenzione, non voglio sminuire le capacità del tecnico e della rosa italiana, che messi assieme sono una spanna sopra agli avversari a mio parere.
La partita l’avevo già presentata negli articoli precedenti, non era semplice, ma alla fine le previsioni che avevo fatto erano giuste, l’Italia ha deciso di partire con un PIC sfruttando il vantaggio dello spirito di squadra.
A questo punto di fronte avevo previsto due possibilità per il norvegese, schema difensivo con PIC oppure schema offensivo con MOTS.
E lui che fa? Sceglie la via di mezzo, errore grave secondo me, gioca lo schema che avrebbe dovuto giocare per il MOTS, ma ci mette un normal che rende la partita equilibrata, la differenza di possesso palla in effetti c‘è, ma è poca e viene annullata dalla bella difesa dell’Italia.
Dal canto suo l’Italia mette in campo la squadra perfettamente, dovendosi adattare sia a un possibile mots (in questo caso 451 pressing era la scelta migliore) che a un contropiede (e qui invece era meglio 352 AOW) schiera l’unica formazione possibile, un 451 AOW che attacca su un lato solo con trenino e difende forte il centro e l’altro lato.
Certo se avessimo difeso anche il lato giusto sarebbe stato davvero perfetto, l’abbiamo sbagliato, ma alla fine ci è andata comunque bene non prendendo neanche un gol.
La differenza in una partita molto equilibrata la fa Achim Gildenmeister con una rapida incursione dalla sinistra.
La partita nel complesso è avara di emozioni, la Norvegia pensa più a difendere che ad attaccare e a noi tutto sommato va benissimo anche il pareggio, quindi non insistiamo.
Quando però passiamo in vantaggio cambia tutto, la Norvegia deve vincere o almeno pareggiare per avere delle speranze reali di passare il turno, il normal infatti li condanna ad una partita quasi impossibile al secondo turno contro l’Inghilterra che come prevedibile gioca pic, rendendo il gap nel TS notevolissimo.
Nel secondo tempo la partita cambia, i nordici ci provano in tutti i modi e quasi passano per due volte sul lato forte dell’attacco, ma la nostra difesa regge stoicamente.
Anche il gioco diventa duro e a farne le spese è il nostro Dante Morabito, l’infortunio non è grave, ma ancora non sappiamo se recupererà in tempo per la decisiva partita con la Romania.
Finisce 1 a 0 con l’Italia sempre più lanciata e la Norvegia sull’orlo del precipizio, il peggio per loro è che non possono davvero prenderla con la sfortuna, l’errore di partire col normal è sotto gli occhi di tutti e ormai solo un miracolo potrebbe salvarli.
Dovrebbero infatti prima vincere (matematicamente basta anche un pareggio, ma gli lascerebbe pochissime speranze) con l’Inghilterra una partita che li vede nettamente sfavoriti e poi vincere di nuovo l’ultimo turno con la Romania, avversario tutt’altro che semplice e che si giocherebbe il tutto per tutto.
Archiviamo il primo turno sottolineando che nei pronostici sono stato discretamente fortunato, indovinando gli schemi di Italia e Norvegia, i pic di Italia e Inghilterra e le tattiche di Inghilterra e Romania, per una volta che ci prendo mi sembra giusto sottolinearlo.
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