Il testamento di Manchris - giu 19, 14:00 - alexb86

Ultimi giorni del mandato di Manchris che si congeda con un esclusivo articolo-fiume sulla Gazzetta dove parla a 360° sulla sua gestione. Ripercorriamo quindi con le sue parole la storia di questi ultimi otto mesi della nostra nazionale maggiore in attesa di conoscere il nuovo CT.

Il mandato di Manchris è agli sgoccioli ed è tempo di bilanci. La mancata qualificazione ai mondiali pesa come un macigno sul giudizio dell’ormai ex CT che in questo suo articolo non si nasconde alle critiche e motiva punto per punto le sue scelte. Onore quindi a questo giovane CT che ha avuto il non facile compito di affrontare una gestione che fin dall’inizio si presentava problematica; scelte rischiose e coraggiose che, seppur alla fine sono risultate sbagliate, hanno mostrato lo spirito combattivo di un selezionatore a cui va dato il merito di lasciare in eredità al suo successore una situazione ben più rosea di quella di otto mesi fa. Ma cediamo la parola, come è giusto che sia, a Manchris.

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L’avventura iniziò, ufficialmente, 12/11 alle 7.00.
Una elezione che, nelle proporzioni, si può definire storica: 1818 voti per il sottoscritto e 1308 per Laurentius per un totale di oltre 3000 voti, merito del grande mandato dal punto di vista dei risultati avuto con Laure e, soprattutto, dalla voglia di confermare un progetto finalmente chiaro e serio dopo molti mandati in cui dominava la mentalità del “giochiamo con quel che passa il convento e basta”, mentalità perdente che ci ha portato ad avere una nazionale scarsissima, quasi da rifondare completamente considerando che in nazionale c’era molta gente non più allenata e la mancanza di certe linee guida non permettevano manco la creazione di un gruppo di papabili in grado di sostituire i nazionali non più allenati.
Per molti, già durante le elezioni, questo mandato era una trappola: dopo i “miracoli” di Laurentius, chiunque fosse stato eletto sarebbe stato messo con lo scomodo paragone del predecessore ma questo non mi spaventava, anche perché l’obiettivo principale di questo mandato era quello di inserire i molti giovani che saranno l’ossatura della nazionale futura e, di conseguenza, sconvocare coloro che, per motivi d’età, sicuramente non si potevano definire elementi cardine per i prossimi mandati.
Pochi giorni prima del reset dei valori, finalmente, ecco i gironi! L’Italia partiva dalla prima fascia ma venne sorteggiata in un girone molto duro considerando la fascia d’appartenenza: Italia-Ucraina-SudAfrica-Irlanda-Bolivia-Panama-CostaD’Avorio-Kuwait.
L’Ucraina era, nettamente, la nazionale più forte del girone, alle sue spalle il SudAfrica che vantava uno dei reparti mediani più forti al mondo ed aveva una squadra con diversi polli in grado di completare la squadra titolare con l’aggiunta dagli altri giocatori che avevano skill di poco inferiori al divino.
Noi, come rosa, partivamo leggermente indietro alla compagine sudafricana ma i problemi non erano finiti: l’Irlanda, come potenzialità, era al nostro livello e la Bolivia non era lontana. Tutto faceva pensare ad un girone di ferro.
Il calendario metteva in ordine: Costa D’Avorio fuoricasa –Kuwait in casa – Panama fuoricasa – Bolivia in casa – SudAfrica fuoricasa –Ucraina in casa – Irlanda fuoricasa, al ritorno campi invertiti ovviamente.
Dopo i primi 2 successi con risultati roboanti, 10-1 con la Costa D’Avorio e 7-0 con il Kuwait, si affrontava la prima partita ostica del mandato: il match fuoricasa contro Panama. Noi, per colpa di un calendario che metteva tutti gli scontri diretti in fila, avevamo l’obbligo di piccare mentre Panama poteva anche giocarsela in altro modo. La scelta ricade sul 3-4-3 AIM con 2 dif centrali, 1 dif off, 4 cc e 3 punte, loro si schieravano con un 4-5-1 TI pressing sperando di fagocitare parte delle nostre azioni e, magari, segnare con uno special event.
La partita si risolse proprio grazie ad uno special event, un corner calciato da Tomaselli e concretizzato da Sardelas con un imperioso colpo di testa che portaca il punteggio sull’1-0 definitivo. Le prime difficoltà del girone le avevamo affrontate e passate brillantemente, questo match poteva concludersi tranquillamente con più goal a nostro favore ma andava bene così, l’importante erano i 3 punti.
La partita successiva era quella in casa contro la Bolivia: anche qui necessità massima di piccare perché nelle successive tre si affrontavano le squadre migliori e quindi il nostro obiettivo era di arrivare al top come ts e fiducia. Confronto alle precedenti gare cambiamo schema, sicuri che il nostro avversario non se lo sarebbe aspettato: passammo dal 3-4-3 al 3-5-2 AOW scelta che si rivelò perfetta, infatti loro difesero soprattutto al centro lasciando spazi nei lati e noi concretizzammo buona parte delle azioni avute che sommate a ben 3 se a nostro favore, inutili ai fini del risultato, portarono ad avere un rotondo 8-0.
Quindi si giunse al momento chiave della qualificazione: il match con il SudAfrica in trasferta era di quelli complicatissimi, colpa di una loro nettissima superiorità a centrocampo che ci costrinse a valutare molti schemi, molti dei quali estremi. Alla fine di tanti dialoghi con i miei collaboratori e persone di fiducia si scelse di andare con TI: uno schema che ci garantiva una difesa fortissima sorretta da un centrocampo che limitava, notevolmente, le occasioni potenziali che poteva avere l’avversario. Loro scesero in campo con uno degli schemi previsti alla vigilia ossia un 3-4-3 AIM sacrificando il loro attacco più forte, quello laterale, per avere un centrocampo elevatissimo e una zona in cui poter concretizzare tale vantaggio. La scelta del suo 3-4-3 si rivelò sbagliata, infatti su azione non ottenne nessuna azione citata per merito della nostra difesa altissima contro un attacco non irresistibile (“solo” mitico). Ma tutte le scelte fatte, tutti i ragionamenti del pre-partita e la soddisfazione di aver scelto una delle soluzioni migliori per questo tipo di match vennero vanificate dagli SE. Loro, da questo punto di vista, erano inferiori a noi, infatti avevano meno colpitori e solo un giocatore in campo in grado di fare se ossia Cummings, un attaccante veloce. E proprio lui fu l’uomo più insultato nel fine partita: prima un SE veloce goal, poi il suo SE veloce assist per la rete di Molotsi ci portarono ad una sfortuna sconfitta, a nulla servì il goal su calcio piazzato di Tomaselli. Un match che lasciò un grande amaro in bocca perché portare a casa punti in SudAfrica non era cosa facile per nessuno e noi, per le valutazioni in campo, meritavamo di portare un punto a casa probabilmente. Questo risultato a fine qualificazioni, purtroppo, risulterà decisivo.
Ma non c’era il tempo per deprimersi perché già 7 giorni dopo c’era un altro match importante contro la corazzata Ucraina. Anche qui tante discussioni su come giocarla ma alla fine prevalse, per stessa volontà mia, uno schema che ancora oggi fa molto discutere: si decise di giocare un 5-3-2 CA vanificando, in pratica, il fattore campo. Motivi di tale scelta? Fu soprattutto la scelta di piccare per andare in Irlanda e vincere, estromettendola definitivamente dalla lotta; inoltre il calendario nello stesso giorno metteva contro Irlanda e SudAfrica con i primi favoriti e quindi, con la possibile vittoria irlandese, la classifica sarebbe stata a noi favorevole anche in caso di sconfitta.
Sconfitta che arriva, un 2-3 che porta ad una sconfitta giusta a causa di scelte eccessivamente rischiose e pagate caramente. Il vero problema arrivò dall’altro campo: il SudAfrica, a sorpresa e con molta fortuna, portò a casa i 3 punti contro l’Irlanda complicando notevolmente le nostre speranze.
Arrivammo all’ultima partita del girone d’andata con un obbligo: vincere. La scelta di piccare ed arrivare lì al massimo del team spirit e quindi i 2 livelli di vantaggio confronto a loro portò il CT Irlandese a giocare uno strano 4-5-1 contropiede contro il nostro 3-5-2 AOW MOTS schierato in modo da avere 2 attacchi forti e un centrocampo altissimo. La partita si concluse con un nettissimo 4-0 a favore nostro e ci tenne in carreggiata, anche se la situazione a fine girone andata non era per nulla delle più rosee: Ucraina 21, SudAfrica 18, Italia 15.
Si ripartì con il girone di ritorno con il match contro la Costa D’Avorio ma, in realtà, l’attenzione era spostata soprattutto sul match tra SudAfrica e Ucraina: il SudAfrica partiva favorito considerando il vantaggio del fattore campo e di un livello di ts ma l’Ucraina aveva una gran rosa e con una soluzione intenta a limitare fortemente gli attacchi non fenomenali del SudAfrica poteva ambire a portare punti alla sua classifica. Invece scelse di giocarsela sul centrocampo andando a favorire il centrocampo sudafricano agevolando, in pratica, il loro successo (3-2 il risultato). Noi contro la Costa D’Avorio vincemmo per 6-1 ma la partita realmente importante era l’altra considerando che, con l’attuale classifica, l’unico modo di passare, a meno di sconfitte sorprendenti, era vincerle tutte fino alla fine compresa la trasferta “impossibile” in casa dell’Ucraina.
Si proseguiva l’opera di recupero del team spirit dopo il mots contro l’Irlanda: dopo aver piccato con la Costa D’Avorio, facemmo lo stesso contro Kuwait e Panama portando a casa il bottino pieno come da previsione (rispettivamente con il Kuwait vittoria per 8-0 e con il Panama successo per 6-0).
Nella stessa giornata del successo contro Panama c’era un interessante Bolivia-SudAfrica da seguire: il SudAfrica non era al top con il team spirit ma decise di motsare contro la Bolivia che era in buona forma e con il fattore campo, motivando tale scelta con il fatto che una eventuale vittoria avrebbe garantito il passaggio del turno considerando che noi dovevamo affrontare, oltre a lui, l’Ucraina in trasferta. Partita sorprendente con una Bolivia che, nonostante qualche errore (giocò TA con il difensivo e aveva una fiducia bassa), passava spesso in vantaggio alimentando le nostre speranze di rimonta in classifica ma, purtroppo, alla fine la partita si concluse con un 3-3, risultato che non ci aiutava considerando che, potenzialmente, con tutte vittorie e la sconfitta in Ucraina saremo dietro al SudAfrica di un punto.
Consapevoli della situazione disperata si decise di rischiare nuovamente considerando che eravamo con le spalle al muro: c’era l’esigenza di avere il team spirit al massimo in vista degli ultimi 3 match da vincere assolutamente e quindi il PIC era d’obbligo nonostante il match fosse tutt’altro che facile contro la stessa Bolivia in grado di fermare il SudAfrica e con una forma alta coadiuvata da un team spirit abbastanza elevato.
La scelta fu quella di riprovare il contropiede, un 5-3-2 con difesa fortissima, 2 attacchi in grado di segnare e PIC. La Bolivia attaccava con un 3-4-3 AIM con attacco centrale solamente extraterrestre e quindi troppo leggero per perforare la nostra difesa, soprattutto considerando la loro fiducia bassa (solo decente) e quindi le difficoltà, già elevate, di segnare. Vedendo gli schemi, le premesse per portare a casa un risultato pieno c’erano tutte ma ecco che, dal nulla, arrivò l’ennesimo colpo inaspettato: Bolivia in vantaggio su SE ma non è un SE “normale” tipo quelli di un veloce o colpitore di testa ma un SE esperienza dell’attaccante, molto raro già normalmente, rarissimo in nazionale dove ci sono giocatori con grande esperienza! Sembra proprio che non ci sia niente da fare, una situazione complicatissima diventò ancor peggiore per colpa di una fortuna che sembrava non volerci mai assistere. Poco dopo altro SE contro, stavolta quello del tecnico contro il nostro difensore con colpitore di testa ma questa volta l’SE non portava ad un ulteriore goal fortunatamente. Riuscimmo a pareggiare dieci minuti prima della fine del tempo su contropiede ma ne sbagliammo un altro poco dopo.
La partita non si schiodò più da quel punteggio: valutazioni alla mano fu una grande occasione persa considerando che si meritava tranquillamente la vittoria ma, ancora una volta, fu un SE a rovinare i piani. Alla fin fine questi 2 punti persi ci riportarono a -3 dal SudAfrica, certamente con un successo in Bolivia avremmo avuto la possibilità di andare in Ucraina e sperare anche nel pareggio ma, alla fin fine, non cambiava così tanto perché da quella partita era già difficile attendersi un risultato positivo quindi c’era solamente da giocarsela e sperare.
Classifica a 3 giornate dal termine: Ucraina 30, SudAfrica 28, Italia 25
Ed eccoci arrivati alla resa dei conti: SudAfrica in casa – Ucraina in trasferta – Irlanda in casa.
La situazione nella classifica non era delle più rosee ma anche nel team c’erano molti problemi: proprio nel momento decisivo delle qualificazioni iniziarono ad esserci diversi infortuni e la gran parte colpirono proprio i giocatori più importanti in quel determinato momento ossia i centrocampisti. Tale situazione critica ci costrinse a convocare un ulteriore centrocampista, Marando, che era in buona forma anche se inferiore agli infortunati sia come skill primaria che come esperienza (gli infortunati erano entrambi alti di forma, addirittura Fanelli era eccellente di forma, una grave perdita purtroppo).
La gara con il SudAfrica era da vincere a tutti i costi ma non sarebbe bastata considerando che il nodo fondamentale delle qualificazioni, era facile pensarlo, passava tramite la trasferta in Ucraina.
La situazione TS era a noi favorevole considerando che il SudAfrica due settimane prima aveva deciso di motsare con la Bolivia ed, allora ,spazio ad un nuovo, grande, rischio: si gioca lo scontro diretto con il PIC! Modulo 4-5-1 Monolato AOW con l’obiettivo di avere un grande centrocampo, concretizzare tutte le azioni nel nostro lato forte e limitare con la nostra difesa gli attacchi avversari.
Ma anche in questo match sembra che non c’era nulla da fare: all’8° il SudAfrica segnò su SE ed, ancora una volta, un SE esperienza dell’attaccante! Subire 2 volte consecutive tale SE rappresentava un piccolo record che, sicuramente, non alimenta gelosia da parte degli altri CT. La situazione si fece critica e partirono le prime, dure, contestazioni. Pochi minuti dopo raggiungemmo il pareggio e rimettemmo le cose in equilibrio ma al 21° ecco l’ennesimo episodio sfortunato contro: stavolta fu un SE cross dell’ala offensiva che mise in condizione l’attaccante di segnare: era 2-1, come l’andata un risultato fortemente condizionato dagli SE contro ma, stavolta, non potevamo accettare un’altra beffa del genere. Infatti reagimmo e ribaltammo il risultato portandolo al 3-2 finale che ci permise di giocarci ancora le, poche, possibilità rimaste nelle ultime due partite. Una vittoria meritatissima, complicata eccessivamente dalla terza partita su 12 dove subimmo 2 SE goal contro ma, ora, si era giunti al bivio: o vittoria o muerte.
La situazione team spirit e fiducia era al top, la rosa no considerando i 2 infortuni importanti a centrocampo che ci limitavano molto nelle scelte.
All’Ucraina serviva almeno un punto per raggiungere la qualificazione e quindi c’era la consapevolezza che non avrebbe regalato nulla e questo complicava ancor di più una situazione che era quasi impossibile ma, alla fin fine, non ci restava che schierare la miglior soluzione possibile e incrociare le dita, sperando di avere quella fortuna che spesso ci era mancata.
Anche qui era stata facilmente prevista la formazione dell’avversario ma la sua forza nel centrocampo ci costrinsero a provare uno dei pochissimi moduli in grado di essere, almeno, alla pari lì ossia un TA. Questo ci esponeva logicamente a grandi rischi sui loro attacchi ma la speranza era di rivivere una serata come quella contro l’Estonia nel mandato Laurentius, dove con abilità e fortuna, fu scritta una delle pagine più belle della storia della nazionale italiana di HT. Scendemmo in campo con un 3-4-3 TA AIM con attacco centrale e anche un attacco laterale, non altissimo, ma in grado di segnare, atteggiamento MOTS. La partita sembrava mettersi bene quando all’11esimo spaccammo il difensore offensivo dell’avversario (era un centrocampista schierato lì ovviamente) e al suo posto entrò un difensore e questo ci diede la garanzia di avere un leggero predominio del centrocampo ma, ahimè, non bastò. Nonostante il 53% nel primo tempo e il 56% nel secondo facemmo pochissime azioni mentre gli avversari ne ottennero ben 6. Niente da fare, un 4-1 che a meno di cadute impreviste nell’ultima giornata da parte del SudAfrica ci eliminava.
Ultima giornata che, tra le altre cose, ci metteva in una situazione di notevole inferiorità: nonostante il fattore campo l’Irlanda aveva ben 4 livelli pieni di vantaggio di team spirit e questo rendeva molto complessa la ricerca di un modulo che ci permettesse comunque di vincere. Alla fin fine decidemmo di optare per il 4-5-1 in stile SudAfrica ossia con 2 dif centrali, dif offensivo, un lato d’attacco con terzino off, ala off e attaccante ftw e 4 centrocampisti, tattica AOW e atteggiamento mots. L’avversario, forte del ts nettamente superiore, decise di schierare un 3-4-3 con ala off e 3 punte ma tale scelta si rivelò errata perché sottovalutò eccessivamente il nostro centrocampo e infatti a fine primo tempo avemmo il 53%, mentre a fine partita il 55%.
La gara si concluse 2-1 per noi, una bella vittoria, considerando le condizioni di partenza, ma inutile per la qualificazione considerando che, come previsione, il SudAfrica non perse e quindi ci rimase davanti di 3 punti.
Dove sono stati persi quei punti che hanno fatto la differenza? Sicuramente lo scontro diretto deciso da 2 se del suo unico giocatore in grado di farli è stata la partita chiave. Ma, inutile nascondere, che qualche errore è stato fatto: ad esempio il contropiede in casa contro l’Ucraina è stato uno di questi perché, nonostante l’avversario di spessore e quindi la possibilità che giocando in modo più spregiudicato non si giungesse comunque ad una vittoria, c’erano altre possibilità da sfruttare con il senno di poi. Non siamo stati aiutati dalla fortuna sicuramente, basta guardare le partite dove non si è vinto e che potevano avere un risultato a nostro favore, ma è anche da ipocriti negare che qualche errore, come quel contropiede in casa con l’Ucraina, è stato fatto.
Dopo la delusione delle qualificazioni ci siamo dedicati completamente al lavoro da svolgere, quello fondamentale per qualunque nazionale che vuole ambire a giocarsi le proprie carte con tutte le altre: grandissimo scout, creazione di un gruppo di papabili allenati continuamente con lo scopo di raggiungere il livello degli altri nazionali e, nel caso serva, in grado di dare il cambio, rapporti costanti con i proprietari dei nazionali e papabili per conoscere i progressi dei giocatori e tanto altro.
Il resoconto del nostro lavoro lo potete trovare in questo thread 11184701.1, dopo 16 mesi di duro lavoro finalmente nel prossimo mandato c’è la possibilità di competere ad alti livelli e questo è merito di un progetto iniziato con il mandato Laurentius e proseguito in questo: senza un progetto chiaro e con obiettivi possibili non si va lontani perché creare una rosa in grado di vincere in 4 mesi è impossibile e per arrivare alla attuale rosa ci son voluti, infatti, ben 16 mesi che si possono ritenere anche pochi considerando la situazione disastrata che abbiamo trovato ad inizio di questo progetto, infatti dicevamo spesso che ci sarebbero volute 5/6 stagioni ma grazie alla grande abnegazione nostra, dei nostri scout, di tutta la gente che ha creduto in questo progetto ora, finalmente, abbiamo una rosa in grado di giocarsela con le altre, starà ai prossimi CT sfruttarla a dovere ma un obbligo, fondamentale, per i prossimi CT sarà anche quello di continuare la grande mole di lavoro avviato in questi mandati perché senza questo la gloria di una nazionale può essere solo effimera e dovuta al grande lavoro dei predecessori e in tal caso poi non ci si può lamentare se la nazionale italiana in futuro tornerà a fare schifo e la colpa sarà, giustamente, solo del CT che ha ritenuto superfluo questo.
Siamo al momento dei saluti considerando che in questa settimana si stanno svolgendo le elezioni per eleggere il nuovo CT.
Ci tengo a ringraziare tutte le persone che hanno collaborato con noi in questi 16 mesi, il nostro guru Laurentius2004 grazie a cui abbiamo iniziato a seguire questo progetto, i nostri scout (Effetto_notte, Mokiforever, Bumba85, Anto83, Ammiraglio1984, Dudu4ever, Tia93, Strabo e i due scout che non hanno potuto continuare nel loro lavoro per “cause di forza maggiore” ma che son stati importantissimi nel mandato di Laure come Ste2oo3 e brn79), tutte le persone con cui ho avuto modo di discutere alcune scelte in questi 8 mesi (Mokiforever, Pennywise80, Laure, MaxDelFigo anche se lui rimane un gnubbo :P), chi ha creduto in questo progetto votandolo e sostenendolo: se adesso abbiamo finalmente una rosa in grado di competere con le altre è merito anche vostro che avete creduto e votato questa idea.
Ora è il momento di scegliere il nuovo CT. Non ho intenzione di dire chi votare perché è sgradevole e queste cose non mi piacciono ma consiglio a chiunque ha la nazionale a cuore di leggere attentamente i thread delle elezioni e valutare, da solo, chi è più meritevole di guidare la nazionale: abbiamo fatto tanto tutti noi per costruire questo, non roviniamolo con un voto dato solo perché un amico dell’amico ti dice di votare uno.
Dopo questo appello che ritenevo opportuno fare, un saluto a i lettori della gazzetta di hattrick e un In bocca al lupo a tutti i candidati, grazie a tutti per l’opportunità concessami in questi 8 mesi, per i saluti finali ci sentiremo venerdì in conference :)


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