Il Made in Italy da export (#1) - Dark0z - lug 10, 13:00 - alexb86

Inizia questa settimana un interessantissimo giro del mondo alla scoperta dei vari CT italiani sparsi per il mondo; dispersi per lo più tra la III e la V serie, si tratta di ottimi manager che, spinti da un grandissimo spirito di avventura, vanno alla ricerca di nuove forti emozioni nei più svariati e piccoli stati del mondo (la maggior parte “giovani” nazioni in HT). Apprezzati nel mondo e quasi “divinizzati” nel paese in cui operano (ristrette comunità che vedono nell’Italiano hattrackiano un vero e proprio modello), sono per lo più poco seguiti in Italia profeti in patria; noi della Gazza vogliamo ribaltare questa tendenza portando proprio questi veri protagonisti di HT sulla ribalta! Ed allora ecco che si parte da DarkOz che ci racconta la sua Giamaica!

Ciao a tutti, sono Vincenzo, ho 26 anni e vivo a Salerno.
Il mio incontro con hattrick avviene nel gennaio del 2005. Il merito (o la colpa) è tutta del forum di fantacalcio.it, dove un gruppetto di scalcinati utenti di sesta e settima serie, tra cui un allora sconosciuto Pennywise80, non faceva altro che parlare di buoni, eccellenti, contropiede e attacco sulle fasce.
Inizia così, in ottava serie, l’avventura della dark0z fc: la prima stagione – anche grazie ai preziosi consigli degli amici del forum – è trionfale, con l’immediata promozione in settima serie.
Il salto è addirittura doppio perché, al termine della stagione successiva, la dark0z fc (nel frattempo rinominata Istanbul Sk, proprio in omaggio alla storica denominazione di ogni mia squadra del fantacalcio) è già in sesta serie, dove rimarrà per tre stagioni prima del salto in quinta serie.
Attualmente sono alla mia terza stagione consecutiva in quarta serie. Ho da poco iniziato un ciclo a medio-lungo termine di allenamento parate, ma si può dire che abbia allenato praticamente di tutto: prima difesa (quel forum era pieno di catenacciari!!), poi cross, passaggi e ora parate.

Tuttavia, ciò che ha maggiormente caratterizzato la mia carriera hattrickiana non è tanto legato alla mia squadra di club, quanto piuttosto alla nazionale di un’esotica e famosissima isola dei Caraibi: la Jamaica.

Nonostante l’idea di guidare una nazionale mi affascinasse sin dai miei primi mesi su hattrick, decisi di provare il “grande salto” soltanto dopo un anno e mezzo, dopo aver cioè raggiunto un livello di competenza e preparazione nel gioco – pur lungi dall’essere ottimale – comunque sufficiente per affrontare un compito difficile e impegnativo com’è appunto quello di allenare una nazionale.

Le motivazioni alla base della “scelta” in favore della Jamaica sono legate a doppio filo con la mia attività di flagchaser in giro per il mondo. Bazzicando già da un po’nella conference locale, entrai in contatto con due utenti di inequivocabili origini italiane, marcojam e ferravale, in Jamaica per motivi di lavoro. Iniziò quindi, soprattutto con marco, una fitta corrispondenza: lui mi chiedeva consigli su hattrick, io gli chiedevo come fare per aprire il famoso bar sulla spiaggia!
E così, quando nell’agosto del 2006 l’allora coach della nazionale decise di ritirarsi, capii che i tempi erano maturi per una mia candidatura.
La prima elezione è probabilmente quella che ricordo con maggiore soddisfazione: le difficoltà iniziali, le nottate passate a rispondere alle sempre più incalzanti domande in conference. Alla fine, tutti i miei “sacrifici” vennero ripagati: con il risultato di 6 voti a 2 – a quei tempi la comunità jamaicana contava appena 10 utenti attivi – riuscii a impormi sullo statunitense Graha, peraltro attuale selezionatore dell’under20.
La mia avventura come coach della Jamaica poteva dunque dirsi iniziata!

Che attorno al mondo della nazionali ruotasse un enorme interesse lo scoprii qualche giorno dopo, quando in conference Italia aprii un thread all’interno del quale ricercavo volontari per coadiuvarmi nel lavoro di scouting. Il successo fu clamoroso: per appena 4 posti disponibili, oltre 100 utenti diedero la propria adesione.
Tra questi Greg81, semplice scout centrocampisti all’epoca del mio primo mandato, successivamente ben più di un vero e proprio braccio destro: fidatissimo consigliere e infaticabile “aggiornatore” di file excel, abbiamo collaborato quotidianamente per l’intera durata dei miei tre mandati alla guida della Jamaica.

Il primo mandato fu per così dire di “transizione”: ricostruimmo una nazionale lasciata pressocchè a sé stessa dal vecchio selezionatore, monitorando centinaia di giocatori, ricercando proprietari affidabili in giro per il mondo e aggiornando decine e decine di file excel.

I risultati di questa rifondazione furono immediatamente evidenti: dapprima nelle successive elezioni, quando con un vero e proprio plebiscito fui riconfermato dalla comunità jamaicana alla guida della loro nazionale, e successivamente durante le qualificazioni mondiali, probabilmente la pagina più bella della mia carriera hattrickiana.
Grazie al lavoro effettuato nella stagione precedente, la Jamaica aveva ormai cambiato volto: con una serie di risultati storici contro nazionali sulla carta enormemente più forti (1-0 sulla Svizzera, 0-1 in Uruguay, 1-1 in Islanda, 0-0 contro Chinese Taipei, 1-0 sull’Argentina) e di agevoli vittorie contro nazionali alla portata (7-0 e 0-6 sul Bangladesh, 1-0 contro El Salvador e Nicarugua), la Jamaica portò a termine quella che è a tutt’oggi la sua miglior stagione di sempre, assestandosi per la prima volta nella storia in quarta fascia del ranking mondiale, e raggiungendo i quarti di finale in Coppa America.

La riconferma alla guida della Jamaica nelle successive elezioni – per il mio terzo, e ultimo mandato – fu la naturale conseguenza degli ottimi risultati ottenuti.
In quest’ultimo mandato, in collaborazione con il fidato Greg, abbiamo soprattutto badato a iniziare una sorta di ricambio generazionale della rosa, sconvocando i giocatori più anziani e sostituendoli con elementi più giovani e allenati, preparando insomma il terreno all’attuale selezionatore della Jamaica, proprio quel marcojam – mio erede designato e trionfatore alle ultime elezioni – senza il quale, probabilmente, non avrei mai avuto l’opportunità di vivere questa avventura così esaltante.

Una curiosità: uno dei leit-motiv che mi ha accompagnato durante questi tre mandati alla guida della Jamaica è stato senza dubbio la consueta amichevole stagionale contro l’Italia.
Ho praticamente affrontato tutti gli ultimi selezionatori, con risultati peraltro lusinghieri: vittoria 1-0 contro l’Italia di S_Dedalus, storico 4-0 – con altrettanto storica doppietta della nostra ala divina, Scotty Nolan – contro l’Italia di Laurentius e 0-0 contro l’Italia di manchris.

Chiudo questo excursus della mia esperienza da allenatore della Jamaica riportando le parole di un utente jamaicano, djvenom, intervenuto nel mio thread di ringraziamenti in conference, all’interno del quale comunicavo il mio proposito di non ricandidarmi alle successive elezioni.
Parole, le sue, che mi hanno davvero inorgoglito e che mi hanno convinto che, in quella esotica isoletta dei Caraibi, avevamo fatto davvero un ottimo lavoro: “good job boss, mi rate how u were inclusive of all jamaicans no matter what level, u made them feel they had something to contribute , thanks from the alliance and all jamaicans”.


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