Il made in Italy da Export (#2) - Cortomaltese - lug 17, 13:00 - alexb86

Idoli all’estero, sconosciuti (o quasi) in Italia. Di chi parlo? Dei nostri tantissimi utenti italiani che iniziano avventure fuori i nostri confini allenando le nazionali estere. Continua infatti il nostro viaggio alla scoperta dei CT nostrani sparsi per il mondo; questa settimana andiamo a trovare il grandissimo Cortomaltese CT dell’Under-20 del Benin!

U-20 BeLin! Gli scoiattoli d’Africa!!!

La foresta brucia? Non c’è apparente via d’uscita? Moriremo tutti (cit.)? Niente paura! Qualcuno cacci fuori una Vigorsol e ci pensiamo noi!!! Gli scoiattoli supereroi del Benin!!!! Les Ecureuils!

Eh già, pare strano ma è vero, il soprannome da guerriero dei giocatori della nazionale del Benin è proprio “gli scoiattoli”. Il perché ufficialmente non lo so, ma mi immagino una scenetta alquanto verosimile in cui il grande stregone Shamael angelo caduto dal cielo e signore incontrastato di tutte le tribù africane, distribuiva ad ogni popolo del continente nero il proprio soprannome da battaglia. E fu così che i coraggiosi Camerunensi scelsero il Leone Indomabile, gli agili Zairesi (oggi Congolesi) il Leopardo, i lungimiranti Nigeriani l’Aquila, i potenti Ivoriani l’Elefante e così via… Il povero delegato Beninese, popolo conosciuto per essere alquanto cortese ed educato, li faceva passare avanti tutti, sicuro che Madre Natura nella sua magnificenza avesse creato un tal numero di animali gloriosi che non ci sarebbero stati problemi a trovarne uno che conducesse anche il proprio popolo nelle battaglie sportive…. Ovviamente non fu così e quando fu il suo momento, lo sciagurato si trovò nella poco invidiabile situazione di dover scegliere, e successivamente comunicare ai propri compatrioti in trepidante attesa, un animale tra lo scoiattolo, il toporagno e la mosca tzé-tzé. La storia ci dice che scelse il primo, che non sarà forse l’esempio del coraggio, ma che risultò essere una buona metafora della vita che lo attendeva al rientro in patria: “Corri più veloce che puoi di albero in albero che il primo che t’acchiappa te se magna!”.

Bene, il Benin dunque, dal genovese BeLin, ovvero letteralmente: nazionale allenata da un cialtrone! Alzi la mano chi sa dove sta il Benin!? E non guardate su wikipedia che vi vedo! Io stesso ammetto che prima della sua venuta su Hattrick non sapevo nulla di questo piccolo paese. E dire che sono un drago in geografia, ma se me lo aveste chiesto a freddo un anno fa avrei probabilmente risposto che il Benin stava in Centro America (Belize) o in Asia (Buthan). Adesso ovviamente so che si tratta di una lingua di terra (grande poco più di un terzo dell’Italia) stretta tra Togo (che poi cos’abbia da stringere lo sa solo lui dato che è più stretto dei Togo quelli che si mangiano) e Nigeria, e che s’affaccia sul Golfo di Guinea. Africa nera dunque, Africa che un tempo vedeva partire le navi piene dei sui figli mandati a fare gli schiavi in America e che oggi cerca una via per uscire dal terzo mondo. Ho diversi amici laggiù e mi sono fatto un po’ di cultura su di un paese che senza Hattrick (e poi dicono che sia “solo” un gioco) avrei probabilmente continuato ad ignorare.

Venendo alla parte “hattrickiana” della mia storia con questa terra qualcosa da dire c’è…. Mi candidai una prima volta alle elezioni di inizio stagione scorsa (per intendersi quelle in cui in Italia vinse Aureliano) e fui amaramente e inaspettatamente sconfitto da un Beninese che credevo avere solo il proprio voto quando invece risultò averne 4 (all’epoca in Benin c’erano sì e no 10 squadre con la licenza). La sconfitta fu ancora più amara quando scoprii che non mi ero sbagliato e che effettivamente il nostro amico aveva avuto solo il proprio voto, ma che avendo 4 squadre m’aveva infinocchiato ben bene… Fortunatamente i GMmmi erano stati più svelti di me nell’investigare e a metà di questa stagione riorganizzarono elezioni lampo (tacci…) alle quali ho finalmente conquistato il posto di coach u-20 (anche se c’è un tipo basso e sempre più capelluto che continua a chiedere il riconteggio dei voti).

Da allora credo (alla faccia della modestia) che il Benin abbia finalmente imboccato una strada di crescita Hattrickiana. Ho creato da zero un Database retroattivo (e non finirò mai di ringraziare i miei preziosissimi scout per questo), monitorizzo e cerco compratori per ogni Beninese interessante in vendita e faccio quello che sostanzialmente fa ogni coach u-20 ma che nessuno aveva fatto prima in Benin. I risultati sportivi non sono venuti in queste qualificazioni (0 punti anche se ho giocato solo mezzo girone), ma la cosa era abbastanza prevista dato che sono stati lasciati alla nazionale maggiore tutti i giocatori 19enni e 20enni in modo da poter focalizzare la U-20 solo sui giocatori che giocheranno le prossime qualificazioni. Questo ha portato ad alcune sconfitte in partite che avremmo potuto almeno pareggiare, ma mi piace pensare che si sia lavorato per il futuro e sono confortato dal fatto che durante la mia gestione si sia iscritta un’altra decina di utenti in benin e soprattutto quelli che già c’erano si siano “attaccati” al gioco in modo da permettermi di fare un po’ di programmazione per il futuro potendo contare almeno sulle loro pescate.

Quanto al futuro, nella prossima stagione inizieremo un tour mondiale per esportare il nostro verbo calcistico contro le varie nazionaline allenate da italici. Andremo pertanto a rubare le cornamuse a macao, ad annacquare il petrolio a Dott-Devine, a togliere la bandiera “copri gioielli di famiglia” a regia5 e proveremo a spiegare come si fa un trenino samba (specialità della casa) al buon moki.

Per il resto continuerò a cercare di animare la conference nazionale beninese con altri giochi simili a quelli che gravitano attorno alle nostre nazionali ai quali siete ovviamente tutti invitati a partecipare!!!

Let’s rock squirrels!!!

Cortomaltese

U-20 coach of Benin


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