MARCOGAVI è virtualmente campione d’Italia.
A due giornate dal termine e con due bot retrocessi contro cui giocare, ha 4 punti di vantaggio sulla seconda in classifica, che ora è il Pennywise FC
La giusta consacrazione di un grande manager: la stagione 36 regala a MARCOGAVI e la sua SQUARTA PRAGA (magari un giorno ci spiegherà anche l’origine di questo nome e soprattutto per quale diavolo di motivo deve scrivere tutto in maiuscolo… :P ) lo scudetto, che suggella il periodo d’oro del manager milanese e impreziosisce ulteriormente una bacheca che può già sfoggiare due coppe Italia.
La matematica in realtà non è ancora dalla parte di SQUARTA, ma il calendario dice che la capolista deve affrontare solo i due “bot” Real Collegnoe Pioko United, entrambi ormai retrocessi. Basta una vittoria contro uno di questi due per suggellare il trionfo di Marco anche con la matematica, ma verosimilmente arriveranno due goleade.
Ma veniamo alla cronaca della giornata, che come al solito non ha risparmiato sorprese. Per l’occasione, ci sono anche state ben 3 partite “vere”.
Roccabruna 94 – SQUARTA PRAGA 2 – 4
Il Nuovo Filadelfia, sommerso da una pioggia battente, fa da cornice alla partita più importante della stagione. E gli uomini di Funambolo mostrano indubbiamente di credere nel miracolo, giocandosi il tutto per tutto e puntando forte sul centrocampo, utilizzando un 352 col doppio trequartista.
Squarta sceglie un 352 con ben 4 centrocampisti centrali, un difensore offensivo, un’ala TM, un terzino offensivo sullo stesso lato e due punte centrali. Tra i pali fa il suo esordio Giuseppe Mari, 25enne portiere comprato alla stratosferica cifra di 9M in settimana.
L’inizio di gara illude i tifosi locali, che vedono Piscaglia divorarsi la più facile delle occasioni, concludendo male sul suggerimento di Racca che, dopo una fulminea fuga sulla fascia, lo aveva servito sul filo del fuorigioco.
Passata la paura, SQUARTA si fa sotto e passa al primo affondo, grazie alla rete di Bengtsson. Ma la reazione dei padroni di casa non si fa attendere e nel giro di mezz’ora sono loro a portarsi in vantaggio: prima Quillfeldt va in rete dopo una percussione centrale, poi è ancora lo scatenato Racca che penetra in area dalla destra e incenerisce Mr Novemilioni con un diagonale imparabile.
Il vantaggio ottenuto con tanto orgoglio, però, probabilmente fa rilassare Roccabruna, che si concede una fatale distrazione quando Villand fa breccia tra i difensori centrali e sigla la rete del 2-2.
Il nervosismo dovuto all’inatteso pareggio è fatale per Roccabruna: Palagi, beniamino dei tifosi e normalmente giocatore irreprensibile e corretto, si lascia coinvolgere in una rissa a metà campo e viene punito con un cartellino rosso.
L’espulsione è devastante per Roccabruna, che si vede privata dell’apporto di Palagi tanto in attacco quanto in mezzo al campo e va sotto col possesso. Quando l’arbitro fischia due volte per mandare le squadre all’intervallo, un vago sorriso di trionfo si nota sui volti degli ospiti…
La ripresa è quindi un soliloquio di Squarta, che si abbatte senza pietà su un Roccabruna in ginocchio: prima Bengtsson sigla il 3-2 con un’azione centrale, poi Villand suggella il successo dei suoi appoggiando in rete un preciso cross di Starostecki.
E per SQUARTA iniziano i meritati festeggiamenti…
Non-fur – Pennywise FC 2 – 3
Se la “finale scudetto” è stata una partita spettacolare e ricca di emozioni, la sfida tra le due grandi deluse di questo campionato non è stata da meno.
Pennywise e Non-fur hanno obiettivi comuni: la salvezza diretta e le semifinali di coppa. Per entrambe quindi il confronto al Cartellodrome è fondamentale.
Il derby del Sud viene baciato da un sole abbagliante, sotto al quale le due squadre si schierano con moduli differenti: per le Volpi un 352 “quasi alla Marrundo”, dove l’unica eccezione è rappresentata da Haapasalmi terzino offensivo; per i Metalupi invece è la volta di un inedito 343 col doppio trequartista, in cui Carlo Ragusa (all’ultima apparizione in bianco-oro-argento) è affiancato dal neoacquisto Blauwers ed entrambi fungono da trampolino di lancio per lo sgusciante Cirillo.
La partita è una battaglia sin dall’inizio: l’agonismo si manifesta anche in un generale nervosismo che frutta due gialli, uno a Lopez, l’altro a Correia, nei primi minuti dell’incontro.
Finalmente al 16° la prima emozione: spunto in velocità di Lentini (che un paio di stagioni fa fu oggetto di scontro sul mercato tra le due squadre) che brucia sul tempo la difesa ospite e serve a Ulfsson il più comodo dei palloni da scagliare in fondo alla rete.
Passano 10 minuti e i padroni di casa raddoppiano, con una grandissima punizione di Shu Meng sul quale il Ragno Nero non può nulla.
I Metalupi a questo punto si scuotono dal torpore che li aveva avvolti nella prima mezz’ora e si fanno sotto: prima Sandberg sfiora la rete a conclusione di una bella manovra orchestrata da tutta la squadra, poi è Blauwers a bagnare il suo esordio con la nuova maglia con una rete preziosa, al 38°, che manda i Metalupi negli spogliatoi con la consapevolezza di poter ribaltare le sorti dell’incontro.
E infatti dopo nemmeno un quarto d’ora dall’inizio della seconda frazione di gioco, Octavian Roman trova il pareggio sfruttando uno svarione difensivo delle volpi. E mentre i compagni seppelliscono la Montagna che Cavalca sotto una selva di abbracci, c‘è uno solo di loro che si affretta a riportare la sfera nel cerchio di centrocampo: è Giovanni Cirillo, cuore e anima di questa squadra, che vuole la vittoria più di ogni altro. Ed è proprio lui che al 74° mette a segno il gol del vantaggio, a suggello di una rocambolesca rimonta.
Questa vittoria lancia i Metalupi al secondo posto e avvicina la salvezza, anche se adesso i siciliani dovranno dosare bene le energie perché sono l’unica squadra di A rimasta a giocarsi la coppa.
Per Non-fur, invece, dopo l’inopinata eliminazione dal torneo ad opera di Monza FC, si profila un futuro di ricostruzione, anche se l’intenzione di frunno e i suoi è quella di restare ancora una stagione in A e quindi lottare fino in fondo per la salvezza.
Superboom – Balla coi Gufi 6 – 1
Altra partita importante in chiave salvezza diretta, quella tra pa-gre e macao, che però ben presto si trasforma in una passerella trionfale per i veneti, che non incontrano particolari difficoltà ad affrontare l’inedito 433 CA scelto dal mister dei gufi.
Superboom, in campo secondo un 352 abbastanza classico, ci mette poco a far breccia nella difesa avversaria: già dopo un quarto d’ora si ritrova in vantaggio per 2-0, grazie alla doppietta di Chirico. Alla mezz’ora i Gufi illudono i loro tifosi con una rete di Di Liberto che sfrutta al meglio un cross di Cuende, ma è l’unico spunto offensivo della squadra ospite in tutta la partita.
Dopo questo, è solo Superboom, che prima dell’intervallo va ancora in rete con Arcento e Giaccardi.
Nella ripresa arrivano anche le altre due reti, prima di Giaccardi (che firma la sua doppietta) e poi di Maione, che con questo sigillo consolida ancor di più la sua posizione in testa alla classifica dei marcatori di A.
Il finale è amaro per i Gufi, che vedono l’inossidabile Di Liberto uscire per infortunio a pochi minuti dal triplice fischio finale.
Un periodaccio per macao, che non può far nulla per evitare lo spareggio e deve anche patire l’eliminazione dalla coppa ad opera de La Pupilla, rinunciando al suo obiettivo stagionale. Le ultime due partite dei Gufi appaiono ora come una lunga preparazione allo spareggio.
Per Superboom, nonostante la vittoria, la situazione è complicata: vista la scontata vittoria di Non-fur contro il bot la settimana prossima, serve una doppia impresa contro le due rivali dirette per evitare lo spareggio.
Real Collegno – Pioko United 3 – 0
Pioko e Collegno hanno ancora ben poco da chiedere a questo campionato e la sfida che va in campo alla Collegno Arena è, di fatto, poco più di un’amichevole.
Se la aggiudicano i padroni di casa, che vincono grazie alla doppietta di Jouin e alla rete di Pessa.
Se Pioko è condannato matematicamente alla B, in linea del tutto teorica Collegno potrebbe ancora sperare in un miracolo e agganciare i Gufi (sono 6 i punti tra le due compagini e c‘è lo scontro diretto all’ultima in casa di Collegno), ma ci sono anche 40 gol da recuperare nella differenza reti e soprattutto uno SQUARTA voglioso di confermare con la matematica il suo trionfo tricolore sabato prossimo.
Diciamo difficile, se non impossibile…
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